top of page

Tiroide: questa famosa sconosciuta (parte 1/4)

  • Immagine del redattore: dottpaolopancera
    dottpaolopancera
  • 29 gen 2021
  • Tempo di lettura: 2 min

Aggiornamento: 1 feb 2021

Storicamente l’interesse nei confronti della tiroide si concretava nel rilievo del gozzo o, in alternativa, nella diagnostica di disturbi legati a franca iperattività della ghiandola.

In seguito, l’attenzione comune ha teso a porre in relazione scarsa funzione tiroidea e obesità tendendo in un certo senso a deresponsabilizzare i comportamenti alimentari “perché il sovrappeso dipende dalla tiroide che funziona poco”.

sea waves GIF

Il panorama delle problematiche tiroidee oggi è stato riscritto alla luce della consapevolezza che le forme subcliniche, definite anche situazioni di minima alterazione funzionale, devono essere attentamente valutate a seconda dei disturbi presentati dal paziente.

“Minime alterazioni funzionali devono essere valutate in ragione dei disturbi che presenta una persona.”

Si tratta di situazioni nelle quali, a fronte di quadri clinici per lo più non significativi dal punto di vista soggettivo ed a valori di laboratorio relativi alla funzione ormonale ancora nel range nel loro complesso, si rilevano alterazioni del livello di TSH, l’ormone ipofisario che, in parole povere, governa la funzione tiroidea e si comporta come testimone dell’attività ormonale della ghiandola.


È stato infatti dimostrato che condizioni cardiologiche come la fibrillazione atriale possono essere il segno clinico d’esordio di una forma misconosciuta di ipertiroidismo, e per contro forme di ipercolesterolemia di difficile controllo possono rappresentare il segno di una condizione di ipotiroidismo non ancora emersa all’attenzione clinica.


Condizioni cardiologiche come la fibrillazione atriale possono essere il segno clinico d’esordio di una forma misconosciuta di ipertiroidismo!”

L’ipertiroidismo subclinico, come abbiamo detto, è una comune causa di fibrillazione atriale (circa il 5-10% dei pazienti con ipertiroidismo vanno in contro a fibrillazione atriale, specialmente se anziani!). Dall’altra parte l’ipotiroidismo subclinico è una causa riconosciuta di dislipidemia e rabdomiolisi, ovvero perdita di struttura delle cellule muscolari, che comportano rispettivamente aumento del colesterolo, e aumento della CPK, oltre a rappresentare una condizione potenzialmente correggibile di osteoporosi.

Senza dimenticare che sia l’ipertiroidismo che l’ipotiroidismo possono essere causa di alterazioni mestruali ed ipofertilità.


"Ipertiroidismo e ipotiroidismo possono essere causa di alterazioni mestruali ed ipofertilità"




Le alterazioni della funzione tiroidea spesso sono legate alla presenza di cosiddetti autoanticorpi ovvero anticorpi che l’organismo produce nei confronti di strutture proprie, in seguito ad una situazione di alterata risposta immunitaria. È una situazione che spazia in un amplissimo ambito di patologie tra le quali le tiroiditi sono fra le più comuni, come anche ad esempio diabete mellito di tipo 1 o vitiligine o l’intolleranza al glutine.


Importante considerare anche gli effetti che alcuni farmaci possono esercitare sull’attività tiroidea.

Tutti i pazienti che necessitano di terapia con amiodarone devono essere valutati in relazione alla loro funzione tiroidea prima dell’inizio dell’assunzione del farmaco e quindi routinariamente ogni 6 mesi, fino ad un anno dopo l’interruzione dell’amiodarone.

Parimenti i pazienti da porre in terapia con litio devono essere studiati prima dell’inizio e quindi ogni 6-12 mesi per tutto il tempo del trattamento.






 
 
 

Commenti


Studio1p_2_edited.jpg

Grazie per aver letto l'articolo!

Spero che tu l'abbia trovato utile ed esaustivo.

Hai dubbi, domande, curiosità? Leggi gli altri post o chiedimi di parlare di un argomento specifico che ti interessa!

Vuoi rimanere sempre aggiornato?
Iscriviti alla newsletter

Grazie per esserti iscritto alla newsletter! Buona lettura

Contatti - Prenota una visita

Si riceve su appuntamento presso le seguenti sedi:

Centro Diagnostico Villafranca

Via Francia 35,

37069 Villafranca di Verona (VR)

Prenotazioni: Tel. 045 790 0193

Studi Medici Quinto

Via Leonardo da Quinto 36,

37142 Verona

Prenotazioni: Tel. 045 870 1008

© 2025 di Dott. Paolo Pancera | Iscrizione Albo OMCeO Verona n. 2958 

PANCERA PAOLO  P.I. 04450400231 | PNCPLA51L10L781S

Tutti i diritti riservati | Cookie & Privacy Policy

bottom of page